Emergenza caldo nelle aule, le scuole corrono ai ripari, orario ridotto, misure preventive
LATINA – Ormai ci siamo, la prossima settimana riapriranno le scuole. Gli studenti oltre a riprendere le lezioni avranno un ulteriore problema da affrontare rappresentato dal caldo che non abbandona la Penisola. Con la ripresa delle lezioni torna, quindi, anche il problema delle temperature elevate nelle aule. L’emergenza caldo entra così nelle circolari degli istituti scolastici, che stanno adottando misure diverse per tutelare alunni e personale. All’Istituto Comprensivo Prampolini la decisione è stata quella di intervenire direttamente sull’orario di uscita. In una circolare firmata dal dirigente scolastico Gennaro Guarino, si comunica che, «per motivi di sicurezza legati all’emergenza climatica», l’orario di uscita degli alunni e delle alunne viene modificato, in rettifica a una precedente comunicazione, per il periodo compreso tra il 10 e il 18 settembre.
Per la scuola primaria l’uscita è fissata alle 13.10, mentre per la scuola secondaria alle 13.00. Per la scuola dell’infanzia, invece, resta in vigore l’orario già comunicato nella circolare del 2 settembre.
La decisione, se da una parte punta a ridurre la permanenza degli studenti nelle aule nelle ore più calde della giornata, dall’altra ha già provocato malumore tra alcune famiglie, alle prese con le inevitabili difficoltà organizzative legate all’anticipo dell’uscita. Il tema è dunque quello, delicato, dell’equilibrio tra la necessità di garantire condizioni di sicurezza e salute e le esigenze organizzative delle famiglie.
Il provvedimento dell’istituto Prampolini non si limita però alla riduzione dell’orario. Come ulteriore misura di mitigazione, la scuola ha previsto, «considerati gli spazi», un sistema di rotazione delle classi per consentire agli alunni di uscire in giardino o in cortile.
Di segno diverso la strategia adottata dall’Istituto Comprensivo Frezzotti-Corradini diretta da Roberta Venditti che ha diffuso una circolare dedicata alle «Misure Preventive ed Organizzative per la tutela della salute e sicurezza del personale scolastico e degli alunni in caso di alte temperature». In questo caso il caldo estremo viene inquadrato non soltanto come un problema di comfort, ma come un vero e proprio fattore di rischio per la salute e la sicurezza. La circolare richiama il decreto legislativo 81/2008 e gli obblighi di tutela previsti dalla normativa, sottolineando la necessità di adottare misure organizzative sulla base dell’aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi.
Le indicazioni rivolte agli studenti sono concrete: avere con sé una bottiglia d’acqua, bere regolarmente anche durante le lezioni e segnalare tempestivamente ai docenti eventuali sintomi legati al caldo, come mal di testa, nausea, capogiri e stanchezza intensa.
Particolare attenzione viene riservata anche alle attività motorie e sportive, che dovranno essere rimodulate nelle giornate più calde, e alle attività all’esterno, comprese le uscite didattiche e quelle legate ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento.
Le raccomandazioni valgono naturalmente per tutti: bere frequentemente, indossare abiti leggeri, traspiranti e di colore chiaro, evitare quando possibile gli sforzi fisici intensi nella fascia oraria più calda, indicata tra le 10 e le 16, e utilizzare gli spazi di pausa freschi e ventilati individuati nei diversi edifici.
Due circolari, dunque, due risposte differenti allo stesso problema. Da una parte la scelta del Prampolini di intervenire sull’organizzazione delle lezioni, con un anticipo dell’uscita che inevitabilmente incide sulla quotidianità delle famiglie. Dall’altra la Frezzotti-Corradini punta su prevenzione, vigilanza e comportamenti individuali e organizzativi.
Il dato comune è però evidente: con il ritorno sui banchi, il caldo non viene più considerato soltanto un disagio, ma una questione che riguarda direttamente la sicurezza degli studenti e del personale scolastico. E mentre le temperature restano elevate, nelle scuole si cerca di trovare il punto di equilibrio tra diritto all’istruzione, tutela della salute e organizzazione delle famiglie.
FOTO DI REPERTORIO


