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Inaugurato oggi a Latina un nuovo parco giochi intitolato a San Carlo Acutis 

LATINA – Un nuovo parco giochi intitolato alla memoria di San Carlo Acutis nel capoluogo pontino. L’inaugurazione oggi, nella sede dell’ex scuola elementare di Borgo San Michele, alla presenza della sindaca Matilde Celentano oltre che delle tante autorità tra cui il vescovo Mariano Crociata, della prefetta Vittoria Ciaramella, del questore Fausto Vinci e di Giancarlo Palmieri, presidente dell’Aps “Insieme per Latina”.

“Una data, quella di oggi, per l’evento, che ha vissuto un momento di straordinaria partecipazione emotiva con il collegamento in videoconferenza con la signora Antonia Salzano, madre di San Carlo Acutis, che ha un profondo significato spirituale, ricorrendo l’anniversario del battesimo del giovane Santo. ” “Oggi non stiamo solo inaugurando un’area verde o un parco giochi, perché la città di Latina compie un gesto di profonda speranza e significato”. Oggi non stiamo solo inaugurando un’area verde o un parco giochi – ha dichiarato la prima cittadina – Oggi la città di Latina compie un gesto di profonda speranza e significato: affidiamo questo spazio a San Carlo Acutis, un modello per le nuove generazioni. Quando il Consiglio comunale, il 15 dicembre scorso, ha approvato all’unanimità questa intitolazione, lo ha fatto con una consapevolezza precisa: i nostri giovani hanno bisogno di punti di riferimento autentici. Carlo è un giovane dei nostri giorni, un ragazzo che ha saputo usare la modernità e il web per diffondere un messaggio di amore e fede”.

Celentano si è poi rivolta direttamente ai bambini e ai ragazzi presenti, esortandoli a frequentare il parco con gioia e a guardare al volto di Carlo come a quello di un amico speciale, capace di dialogare con la loro stessa modernità, citando uno dei suoi insegnamenti più celebri: “’Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie’ – ha ricordato la sindaca “Questa frase – ha spiegato – sottolinea il valore spirituale dell’unicità di ogni individuo davanti a Dio. Carlo invitava a non seguire le mode o le masse, ma a scoprire il proprio progetto divino personale. La sua spiritualità si manifestava anche nel servizio verso gli ultimi. Per lui la felicità non derivava dal possesso, ma dal dono di sé, ricordandoci che la tristezza subentra quando ci si ripiega esclusivamente sui propri bisogni”.