Schiume e acqua verde o giallastra nel mare del litorale. Le spiegazioni dell’Arpa
LATINA – Schiume e acqua verde o giallastra nel mare del litorale dalla fine di luglio e le numerose segnalazioni dei cittadini negli ultimi giorni in particolare a Latina e Scauri.
Cosa sta succedendo sul litorale della provincia di Latina e del Lazio? A questa domanda ha dato una risposta l’Arpa Lazio dalla per questi fenomeni che hanno interessato tutta la costa regionale, con situazioni particolarmente intense nelle zone di Scauri, Latina, Torvaianica e Montalto di Castro. Le segnalazioni fanno riferimento alla presenza di schiume e di colorazioni anomale delle acque di mare. L’Arpa Lazio, ha spiegato che si tratta “principalmente a un fenomeno diffuso di elevate concentrazioni di microalghe appartenenti a diverse specie, con episodi di fioriture che sono tipiche delle condizioni meteomarine di questo periodo”.
L’Arpa si è attivata sin dalle prime segnalazioni per valutare la situazione con analisi e campionamenti: i risultati delle analisi microbiologiche per tutti i campioni analizzati hanno rilevato valori dei parametri Escherichia coli ed Enterococchi conformi ai limiti previsti dalle norme, escludendo quindi contaminazioni batteriche; sono in corso ora le analisi microscopiche per l’identificazione delle tipologie di alghe.
“Nel caso di Latina – entra nel dettaglio l’Arpa – l’analisi è stata completata ed è stata appurata la fioritura di microalghe appartenenti al gruppo delle Raphidophyceae, che tipicamente colorano le acque di verde, marrone o giallo. Il fenomeno, sebbene si stia presentando con particolare intensità, non è né nuovo, né sorprendente: l’aumento della temperatura registrato negli ultimi giorni favorisce infatti lo sviluppo della componente fitoplanctonica (le microalghe), i cui processi di produzione primaria generano il rilascio di tensioattivi naturali che possono formare schiume superficiali o micro aggregati gelatinosi che dalla colonna d’acqua tendono a risalire in superficie. Un discreto moto ondoso, l’azione del vento o anche l’agitazione delle acque determinata dalle eliche o idrogetti di grosse imbarcazioni – aggiunge l’Arpa – innescano facilmente questo meccanismo e le schiume per loro natura tendono ad accumularsi maggiormente in determinate aree a seconda delle correnti creando, inoltre, dei ‘nuclei di aggregazione’ anche per altri materiali presenti in mare, che siano di natura organico-biologica (frammenti di materiale vegetale, organismi intrappolati, batteri, ecc.) o inorganica/antropica (sabbia, plastiche, ecc.)”.
Per tanto riguarda “le formazioni schiumose di origine naturale – conclude l’Arpa Lazio – generalmente non rappresentano di per sé un pericolo per la salute umana, ma possono portare con sé microorganismi o altre sostanze indesiderate potenzialmente irritanti o dannose ed è quindi buona norma evitare il contatto diretto con tali formazioni”.
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