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Lavoro nero e caporalato, nei campi a Latina, 7 aziende sotto la lente della guardia di finanza

I militari del Comando provinciale della guardia di Finanza, ieri, hanno avviato una vasta operazione ispettiva nei confronti di sette aziende agricole operanti nel comparto agroalimentare, alcune delle quali organizzate in forma cooperativa.

I controlli hanno interessato aziende situate nei territori di Sezze, Pontinia, Cisterna di Latina, Priverno e Fondi. All’operazione hanno preso parte oltre 60 finanzieri del Gruppo di Latina, delle Compagnie di Terracina e Fondi e della Tenenza di Cisterna di Latina, con il supporto di un elicottero del R.O.A.N. di Civitavecchia e del Centro di Aviazione di Pratica di Mare, utilizzato per monitorare dall’alto le vaste aree agricole e individuare eventuali lavoratori impiegati nei campi e nelle serre.

Nel corso degli interventi le Fiamme Gialle hanno acquisito documentazione contabile ed extracontabile relativa alla gestione delle aziende e ai rapporti di lavoro in essere, identificando complessivamente 93 lavoratori, tutti stranieri, in prevalenza di nazionalità indiana, bengalese e nordafricana.

Tra questi, tre sono risultati privi di permesso di soggiorno. Sono ora in corso ulteriori verifiche documentali per accertare la regolarità delle posizioni lavorative. Dai primi riscontri sarebbero emerse diverse anomalie, tra cui assenza di contratti, ore lavorative superiori rispetto a quelle dichiarate ufficialmente e retribuzioni inferiori a quelle previste.

Particolarmente grave la situazione riscontrata in un’azienda agricola di Priverno, dove i militari della Compagnia di Terracina hanno denunciato il titolare per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Nell’azienda, dove erano presenti 28 lavoratori, sono state rilevate condizioni ambientali e lavorative ritenute degradanti e non conformi alle normative vigenti.

Durante il controllo è stato inoltre disposto il sequestro preventivo di un’area agricola per la presenza di rifiuti pericolosi. In un capannone utilizzato anche come spogliatoio per i lavoratori è stata rinvenuta la carcassa in decomposizione di un topo, vicino agli armadietti utilizzati dai dipendenti. Per gli aspetti legati alla sicurezza e all’igiene sui luoghi di lavoro è stata informata l’Asl competente.

Nell’ambito della stessa operazione, i finanzieri del Gruppo di Latina hanno denunciato anche un altro imprenditore agricolo per violazione delle norme sull’immigrazione, avendo impiegato lavoratori stranieri privi del necessario permesso di soggiorno e delle previste autorizzazioni. Nei suoi confronti è stata applicata la maxi-sanzione aggravata ed è stata proposta la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale.

L’operazione si inserisce nella più ampia strategia della Guardia di Finanza contro il cosiddetto “sommerso da lavoro” e le forme di sfruttamento della manodopera, fenomeni che – sottolineano le Fiamme Gialle – danneggiano l’economia legale, alterano la concorrenza tra imprese e compromettono la dignità e la sicurezza dei lavoratori.