Gravi carenze igieniche riscontrate da un’ispezione della Asl, il comune chiude una comunità per anziani
LATINA – Dopo l’ispezione della Asl che ha riscontrato gravi carenze igieniche, in particolare un solo bagno funzionante, due operatori su nove anziani presenti e tre ospiti in trattamento per la scabbia.
Il Comune di Latina chiude una comunità alloggio per anziani dopo l’ispezione della Asl che ha verificato numerose carenze; l’ente ordina anche il ricollocamento degli ospiti entro 10 giorni e, a entro 48 ore, l’invio di nominativi degli stessi, dei loro familiari, delle loro condizioni, delle procedure adottate nell’immediato.
Il tutto è nato in seguito a un’ispezione della Asl, che ha elencato le carenze, alcune delle quali amministrative, altre relative alla struttura. Come si legge nell’ordinanza pubblicata sull’albo pretorio del Comune di Latina, si parla di mancato abbattimento delle barriere architettoniche, presenza di soli due operatori su nove ospiti quattro dei quali non autonomi, mancata presenza della documentazione inerente la società che gestisce la struttura né di quella sull’ampliamento da 8 a 12 posti; inoltre, “all’interno della struttura persisteva un forte odore nauseabondo presumibilmente di urina” e “dei 4 servizi igienici presenti nella struttura, solo e soltanto uno funzionava a pieno regime poiché uno è utilizzato come deposito pannoloni, un altro è sprovvisto di doccia e acqua calda e un terzo è ad uso esclusivo del personale”; carenze anche inerenti pavimentazioni, gradini, rampe. Ma, in particolare, il fatto che “nonostante riferito che al momento 3 ospiti sono ancora in trattamento per la scabbia, le procedure fornite in precedenza dallo scrivente servizio per la debellazione della stessa su materassi, divani, poltrone, non erano state adottate”.
Oltre a queste segnalate dalla Asl, il Comune ha effettuato poi le sue verifiche, da cui è risultato che l’attuale gestione è stata acquistata da una precedente in liquidazione; ma “agli atti del Comune non risulta che, a seguito di tale compravendita, sia stata presentata alcuna istanza o comunicazione di subentro o di volturazione dell’autorizzazione riferita alla struttura” e “gli ulteriori titoli e le comunicazioni di inizio attività presentati (dalla società attuale, ndr) riguardano strutture diverse, come accertato dagli uffici comunali competenti”. Dunque, la comunità alloggio risulta esercitata “in assenza di valido titolo autorizzativo riferibile alla medesima struttura”.
Dunque, “la prosecuzione dell’attività nelle condizioni accertate risulta incompatibile con la tutela della salute, della sicurezza, della dignità e del benessere degli ospiti presenti nella struttura; occorre impedire con immediatezza l’ulteriore esercizio dell’attività, vietare nuovi ingressi e, al contempo, assicurare tutte le misure necessarie alla tutela e alla ricollocazione degli ospiti già presenti; la presenza di 9 ospiti, alcuni dei quali non autonomi o parzialmente autosufficienti, impone che il provvedimento interdittivo sia accompagnato da puntuali disposizioni idonee a garantire la continuità assistenziale sino al completamento del loro trasferimento; ricorrono ragioni di urgenza tali da non consentire il previo espletamento della comunicazione di avvio del procedimento, stante la necessità di adottare senza indugio misure a tutela di soggetti fragili attualmente ospitati nella struttura”.
Per questo, il Comune ordina alla società il divieto immediato di prosecuzione dell’attività di comunità alloggio e di accogliere nuovi ospiti; di assicurare, dalla notificazione del presente provvedimento e fino al completamento della ricollocazione degli ospiti già presenti, e comunque non oltre il termine di 10 giorni, esclusivamente le attività strettamente necessarie e indifferibili di assistenza, vigilanza, igiene, vitto, supporto alla persona, somministrazione delle terapie eventualmente già prescritte e ogni altra prestazione indispensabile a tutela della salute e dell’incolumità degli ospiti”. Nonché di trasmettere, entro 48 ore, “l’elenco nominativo completo degli ospiti presenti nella struttura; i nominativi dei familiari, tutori, amministratori di sostegno o altri referenti di ciascun ospite; il quadro sintetico delle condizioni personali e assistenziali di ciascun ospite; l’indicazione delle misure immediatamente adottate per garantirne la tutela; ogni utile informazione necessaria alla predisposizione del piano di ricollocazione”.



