Cori – Domani l’imperdibile Palio di Sant’Oliva
Il drappo conteso dai tre Rioni e lo splendido abito della Priora di quest’anno sono favolose opere dell’artista corese Luana Milita
Domani, 25 luglio, Il Palio di Sant’Oliva è l’evento che chiude il Carosello dei Rioni di Cori, manifestazione storica di grande impatto emotivo, potente risalto tradizionale ed elevato contenuto culturale. Uno spettacolo lungo un mese che non deve essere perduto, almeno nella sua ultima, esaltante, espressione.
Il Palio di Sant’Oliva, la seconda gara dopo quella del Palio della Madonna del Soccorso che si è tenuto il 28 giugno scorso, è dedicato alla Santa Patrona.
Il corteo storico parte da Piazza del mercato nei pressi di Piazza Signina, e attraversa i vicoli del centro storico, per giungere al campo di gara situato nello Stadio Comunale Romolo Palombelli “Stoza”.
Al termine del corteo, lo spettacolo degli Sbandieratori omaggia il pubblico presente e Sant’Oliva, con evoluzioni artistiche con una combinazione di tamburi, trombe e bandiere.
La Corsa dell’Anello
La Corsa all’Anello si svolge dal 1992 in notturna, sempre l’ultimo sabato di luglio.
Il regolamento di gara prevede il confronto tra squadre di quattro Cavalieri (tre titolari e una riserva). Ogni cavaliere ha un pugnale di legno con punta in ferro, che utilizzerà per infilare gli anelli incastrati sotto la staggia a un’altezza di 2,15 metri da terra. Il campo di gara in terra battuta ha una lunghezza di circa 100 metri completamente pianeggiante, ed è diviso in tre settori virtuali, un’area di lancio, un’area di gara effettiva di 60 metri, e un’area di frenata. L’area di gara effettiva è compresa tra due fotocellule, la prima posizionata 50 metri prima della staggia e la seconda 10 metri dopo. In questo tratto il cavaliere deve percorrere 60 metri in un tempo massimo di 4,90 secondi, e infilare il piccolo anello in ferro battuto dal diametro di soli 33 mm. Se l’anello è stato centrato, ma cade dal pugnale entro 20 metri dopo la staggia, non verrà considerato valido. Ogni Rione ha complessivamente dodici tentativi, ovvero quattro per ogni singolo cavaliere. Vince chi al termine ha collezionato più anelli.
Al termine della gara i vincitori sono premiati dal Sindaco di Cori e dalla Presidente dell’Ente Carosello. Dopo la consegna del Palio, i contradaioli vincitori festeggiano nella taverna del proprio Rione fino all’alba.
Il venerdì che precede la manifestazione, cioè questa sera, è caratterizzato dalla trepidante attesa per la contesa del Palio. Ogni Rione nella propria taverna organizza la cena propiziatoria nella quale i contradaioli, con buon cibo e ottimo vino corese, condividono l’attesa della disputa fino a notte fonda.
Due opere straordinarie di Luana Milita
Il Palio di Sant’Oliva, quest’anno, è stato realizzato dall’artista corese Luana Milita. La lunga celebrazione che ogni anno, dal 1937 si tiene nella bellissima Cori, antica cittadina sui Lepini che si consiglia caldamente di visitare , è una rievocazione storica che vede in gara tre Rioni della Città: quelli di Porta Signina, Porta Romana e Porta Ninfina. Queste competono come abbiamo descritto per conquistare il “Palio”, un drappo disegnato e dipinto di anno in anno da diversi artisti. Quest’anno, il drappo della seconda gara, quella di Sant’Oliva appunto, è stato realizzato dalla Milita, ma questa artista è protagonista anche per un’altra magistrale realizzazione: l’abito 2026 della Priora.
In occasione del Carosello la comunità di Cori si mobilita e persone di tutte le età vestono i costumi tradizionali delle antiche famiglie e gruppi sociali della cittadina del Cinquecento. Durante la sfilata che si snoda lungo gli scorci del centro, gli Sbandieratori di Cori precedono i figuranti di ciascun rione. Particolarmente curati e oggetto di grande curiosità, sono gli abiti della Priora. Ogni anni, infatti, ogni Rione elegge il suo Priore (oltre ad altre figure rappresentative). La sua signora, la Priora, è in verità la più in vista dei protagonisti specialmente per il suo abbigliamento, una vera e propria, ricchissima, opera d’arte sartoriale che ormai a Cori sono in grado di produrre in loco.
Il fascino del Rinascimento rivive nell’abito della Priora 2026
Nel panorama delle rievocazioni storiche a Cori, dunque, l’abito rinascimentale del 1500 indossato si impone come un autentico trionfo di filologia e artigianato.
Il fulcro dell’intera creazione è la veste principale, storicamente nota come gamurra (o camorra), che in questa versione sfoggia un intenso color “rosso vermiglione”.Il tessuto sottostante è realizzato in prezioso lampasso, un tessuto operato di grande pregio che dona tridimensionalità e luce a tutto l’insieme.
A catturare lo sguardo è la straordinaria cura dei materiali e delle finiture che rispettano i canoni estetici cinquecenteschi. La manica concepita a fenditure è staccabile e permette di aprirsi a ogni movimento delle braccia lasciando volutamente a vista il prezioso lampasso.
Oltre alla libertà di movimento, le fenditure erano uno status symbol poiché mostravano la ricchezza degli strati di tessuti.
I ricami geometrici delle passamanerie citano la filosofia rinascimentale dell’armonia, dell’ordine e delle proporzioni matematiche. Essi sono stati realizzati rigorosamente a mano con filati metallici dorati e pietre di vetro.
La scollatura quadrata e il busto rigido tipico della moda italiana esaltano la postura e rendono l’immagine femminile fiera.
L’opera non si configura come un semplice travestimento, essa rappresenta una vera e propria operazione culturale di recupero della memoria storica locale.
Il minuzioso lavoro di ricerca iconografica, basato sullo studio dei dipinti d’epoca, ha permesso di ricreare un pezzo unico. Questo abito restituisce alla comunità la magnificenza visiva di un secolo che ha segnato profondamente l’arte.









