Un grave atto intimidatorio nei confronti agli Ispettori del lavoro mentre sono in corso delle ispezioni
SEZZE – Le auto degli ispettori del lavoro vandalizzate durante una ispezione in un’azienda agricola a Sezze. A denunciare quanto accaduto è il segretario della Fp Cgil di Latina Frosinone Vittorio Simeone che esprime ferma condanna: “E’ un grave atto intimidatorio ai danni degli ispettori dell’ispettorato del lavoro di Latina. Le loro auto sono state vandalizzate durante un’attività ispettiva finalizzata al contrasto del caporalato e delle gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel territorio di Sezze. Non si tratta di un semplice episodio di vandalismo, ma di un attacco diretto allo Stato, alle sue istituzioni, ai funzionari pubblici che quotidianamente, spesso in condizioni estremamente difficili, garantiscono il rispetto della legge in uno dei territori più complessi del Paese”.
La provincia di Latina rappresenta, da anni, uno dei fronti più delicati nella lotta allo sfruttamento del lavoro, al caporalato e alle forme più odiose di riduzione della persona a mero strumento di profitto. “La recente sentenza relativa alla tragica vicenda di Satnam Singh ha ricordato a tutti quanto possa essere brutale un sistema fondato sullo sfruttamento dell’uomo e sulla negazione della dignità del lavoro. In questo contesto, gli ispettori di Latina rappresentano un autentico presidio di legalità. Ogni accesso ispettivo, ogni verbale, ogni provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, ogni lavoratore sottratto allo sfruttamento costituisce un tassello fondamentale nella ricostruzione della legalità e nella difesa della dignità della persona”.
Per questo motivo il sindacato esprime piena solidarietà alla direttrice dell’ispettorato territoriale del lavoro di Latina, Annamaria Miraglia, che coordina un gruppo di funzionari ispettivi e amministrativi che, “pur in condizioni di gravissima carenza di organico, continua a garantire risultati di rilievo nella lotta al lavoro nero, al caporalato e alle violazioni in materia di sicurezza”.
La vicenda di Sezze mette in luce anche una realtà non più accettabile: molti ispettori sono costretti a utilizzare mezzi propri per svolgere attività istituzionali, a causa della cronica insufficienza delle autovetture di servizio. L’ispettorato nazionale del lavoro opera con organici insufficienti rispetto all’enorme mole di attività richiesta.



