Raccolta abusiva di risparmio e autoriciclaggio, arrestato un consulente finanziario a Latina
Un uomo operante nel settore finanziario è stato posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza di Latina nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica che ipotizza un articolato sistema di raccolta abusiva del risparmio e reimpiego illecito di denaro.
Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip del Tribunale di Latina. Contestualmente, altre due persone sono state raggiunte dalla misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali e di ricoprire incarichi direttivi all’interno di società e imprese.
L’inchiesta, condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, ha portato alla contestazione, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe operato da Latina raccogliendo ingenti somme di denaro da investitori italiani e stranieri senza possedere le autorizzazioni previste dalla normativa che disciplina il settore finanziario. Ai risparmiatori sarebbero stati prospettati investimenti e rendimenti economici, ma il denaro raccolto sarebbe stato successivamente destinato ad altre attività economiche, imprenditoriali e speculative.
Proprio il presunto reimpiego delle somme raccolte, secondo l’ipotesi accusatoria, configurerebbe il reato di autoriciclaggio, con il denaro utilizzato per finanziare operazioni economiche e finanziarie diverse rispetto a quelle presentate agli investitori.
Le indagini hanno inoltre evidenziato una complessa attività finalizzata a schermare la reale disponibilità dei patrimoni. Gli investigatori hanno infatti accertato numerosi trasferimenti di beni e denaro, la costituzione di trust e continui cambi ai vertici delle società coinvolte, operazioni che sarebbero state effettuate con l’obiettivo di occultare i reali proprietari dei beni e sottrarli a eventuali sequestri.
Oltre alle misure cautelari personali, il giudice ha disposto il sequestro preventivo del profitto dei reati contestati fino a un valore complessivo di circa 800 mila euro.
L’operazione rappresenta l’ultimo sviluppo di una complessa attività investigativa che ha consentito di ricostruire il presunto sistema di raccolta abusiva del risparmio e di individuare i flussi finanziari ritenuti illeciti.



