Esplosivi e droga spediti in tutta Italia: l’inchiesta tocca anche la provincia di Latina
LATINA – C’è anche la provincia di Latina tra i territori coinvolti nell’operazione nazionale “Last Delivery”, la vasta indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila che ha portato a dodici arresti e 24 perquisizioni in tutta Italia per traffico di droga, armi ed esplosivi.
L’inchiesta, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Penne con il supporto di numerosi Comandi provinciali – tra cui quello di Latina – ha disvelato una rete criminale attiva almeno dal 2021, capace di movimentare stupefacenti e materiale esplodente ad altissimo potenziale distruttivo attraverso spedizioni su scala nazionale.
L’attentato di Formia
Un passaggio chiave che lega direttamente l’indagine al territorio pontino riguarda un grave episodio intimidatorio avvenuto a Formia il 20 giugno 2023, quando un ordigno ad alto potenziale venne fatto esplodere davanti a una frutteria.
Secondo quanto accertato dagli investigatori, alcuni degli ordigni acquistati e spediti attraverso la rete illegale scoperta con l’operazione “Last Delivery” sarebbero stati utilizzati proprio per quell’attentato, oltre che per un secondo episodio avvenuto il 28 luglio 2023 a Roma ai danni di un centro estetico.
Le indagini hanno documentato la compravendita online di esplosivi artigianali, armi, detonatori, sostanze stupefacenti e persino banconote false, con spedizioni effettuate tramite corrieri espressi utilizzando indirizzi fittizi e intestazioni di comodo, mettendo a rischio inconsapevole operatori logistici e cittadini.
Una rete nazionale pericolosa
L’operazione, scattata all’alba del 10 febbraio con l’impiego di oltre 250 militari, ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sette soggetti ritenuti gravemente indiziati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Durante le perquisizioni sono stati inoltre eseguiti arresti in flagranza in diverse città italiane, con sequestri impressionanti di esplosivi: oltre 200 chili a Trapani, più di 300 chili ad Acicatena, oltre 5 chili a Chiavari, oltre a droga e denaro contante a Bari.
Il gruppo criminale, con base operativa tra Montesilvano e Penne, avrebbe gestito non solo lo spaccio di cocaina e hashish in Abruzzo, ma anche un canale parallelo di traffico di esplosivi su scala nazionale.
Il collegamento con il Lazio
Il coinvolgimento della provincia di Latina emerge dunque nel filone relativo agli ordigni artigianali, la cui potenza veniva dimostrata attraverso video inviati agli acquirenti prima della spedizione. Un sistema strutturato e spregiudicato che ha avuto conseguenze concrete anche nel Lazio, come dimostrato dall’episodio di Formia.
L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del processo.
Ma l’operazione conferma come anche il territorio pontino sia stato lambito da una rete criminale capace di operare ben oltre i confini regionali, sfruttando il web e i circuiti delle spedizioni per alimentare un traffico estremamente pericoloso.



