Dopo oltre trenta anni la “Fiera del fungo porcino” da Lariano si sposta nella zona dei Pratoni, in territorio di Velletri, ma esplode la polemica sui social
LARIANO – Dopo oltre trenta anni la Fiera del Fungo Porcino avrà una nuova location da Lariano, quest’anno l’appuntamento trasloca nel territorio di Velletri. Una decisione che ha colto di sorpresa molti cittadini, spiazzati davanti all’addio di una manifestazione che da decenni rappresenta molto più di una semplice sagra. La pagina social della rassegna pubblica nella serata di mercoledì le date e il luogo dell’evento. Non più lo stadio Algidus oppure l’area di via Ariana, ma la zona dei Pratoni.
Sui social arrivano puntuali i commenti e la piazza virtuale si scatena dove tutti, commentano questa clamorosa novità, compreso il sindaco Francesco Montecuollo: «È una notizia che fa male», scrive, rivendicando gli sforzi dell’amministrazione per trattenere l’evento sul territorio: «L’Amministrazione ha messo in campo ogni sforzo per cercare soluzioni, affinché la Festa del Fungo Porcino continuasse a rimanere sul nostro territorio». E ancora: «La scelta è legittima ma è anche uno strappo nei confronti di una comunità intera».
Ma la replica al primo cittadino non è tardata ad arrivare. Ed è stato Bruno Abbafati, presidente dell’Associazione Fungo Porcino, che ricostruisce una versione ben diversa, parlando di una situazione «nota da anni» e puntando il dito sulle condizioni logistiche venute meno. Il riferimento è alla chiusura dell’area mercatale utilizzata per l’ultima edizione (quella di via Ariana ndr), circostanza che – sostiene – avrebbe reso impossibile confermare la location. «Il terreno necessario per l’ingresso della manifestazione veniva chiuso con una recinzione.. è venuta meno la possibilità di utilizzare l’area mercatale che aveva ospitato con grande successo la 33esima edizione.. questa è la pura realtà dei fatti».
Tra i cittadini, però, a restituire il peso della vicenda è contenuta in un post: «È una grande sconfitta per la città intera», scrive un cittadino, sintetizzando una percezione che va oltre la polemica. Perché la Fiera del Fungo Porcino, a Lariano, non è mai stata solo una festa: è identità, economia, turismo. Un marchio costruito negli anni e diventato punto di riferimento a livello nazionale. Il trasferimento ai Pratoni apre ora interrogativi che restano sul tavolo: se si tratti di una parentesi o dell’inizio di una frattura più profonda tra territorio e manifestazione. Intanto, la ferita è aperta. E il dibattito, tutt’altro che chiuso.”



