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Latina, oltre 500 persone alla Run for Mental Health

Latina. Oltre 500 persone si sono ritrovate ieri a Capoportiere per la seconda edizione della Run for Mental Health, la corsa solidale organizzata da Agorà Salus in collaborazione con Uisp per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della salute mentale. Un appuntamento dedicato alla memoria di Luca Simonassi, scomparso prematuramente il 10 aprile scorso, e pensato per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione, dell’intervento precoce e dei percorsi di cura.

L’iniziativa, con partenza da piazzale Loffredo, ha proposto un percorso di cinque chilometri aperto a tutti, da affrontare correndo o camminando. Dopo i circa 200 partecipanti della prima edizione, la manifestazione punta a diventare un appuntamento annuale per Latina, da organizzare nei giorni vicini al 10 ottobre, Giornata mondiale della salute mentale.

«I disturbi psichici colpiscono un italiano su cinque. È la nuova pandemia del terzo millennio», sottolinea Silvia Baglioni, fondatrice e coordinatrice generale di Agorà Salus. «In Italia continuiamo a investire poco e a lasciare sole le realtà territoriali, che possono invece essere le prime sentinelle di un malessere che colpisce fin dalla giovane età. Servono investimenti concreti e bisogna comprendere che il disagio psichico non è uno stigma, ma una malattia che si può curare se affrontata in tempo e con gli strumenti adeguati».

L’obiettivo della corsa è proprio quello di portare la salute mentale fuori dai luoghi specialistici e renderla un tema condiviso dalla comunità, superando pregiudizi e silenzi. Un impegno che Agorà Salus porta avanti da oltre vent’anni attraverso l’assistenza e la riabilitazione di giovani adulti.

La struttura residenziale psichiatrica socio-riabilitativa, accreditata con la Regione Lazio, accoglie persone tra i 18 e i 30 anni provenienti dal territorio regionale. Il modello terapeutico integra assistenza psichiatrica, psicoterapia individuale e di gruppo, sostegno all’autonomia e progetti personalizzati sviluppati insieme ai servizi territoriali.

I risultati, secondo i dati presentati dalla struttura, confermano l’importanza di un approccio tempestivo. Su un campione di 40 giovani adulti seguiti, con un’età media di 26 anni, oltre la metà ha concluso il percorso riabilitativo con esito positivo. Il 94% ha raggiunto l’autonomia abitativa, molti hanno ripreso gli studi o trovato un lavoro e quasi tutti hanno potuto ridurre la terapia farmacologica.

«Con la Run for Mental Health vogliamo rompere il silenzio sul disagio psicologico e trasformare l’attenzione in possibilità concrete di cura», aggiunge Baglioni. Un lavoro che, secondo Agorà Salus, può produrre benefici anche per la sanità pubblica, contribuendo a ridurre i ricoveri ospedalieri e i costi per il sistema sanitario.

La giornata è stata anche l’occasione per ricordare Simonassi, manager del territorio vicino ad Agorà Salus fin dagli inizi e sostenitore del progetto di ampliamento della struttura. La sua idea era quella di creare nuovi spazi per accogliere altre due persone. Portare avanti quel progetto, sottolinea la struttura, significa dare continuità al suo impegno e offrire nuove opportunità di cura a giovani e famiglie.