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Omicidio di Salvagni, il processo riprende oggi. Attesi i consulenti medici della procura e la testimonianza

Dovrebbe riprendere oggi davanti al tribunale di Latina il processo per l’omicidio stradale con l’aggravante della fuga che vede imputato il 50enne Gioacchino Sacco per la morte del 16enne di Latina, Federico Salvagni, travolto e ucciso a Terracina la notte di Ferragosto.

L’udienza di oggi sarà dedicata all’escussione di due consulenti medici della procura, chiamati a riferire sugli accertamenti tecnico-scientifici eseguiti nell’ambito dell’inchiesta, e alla testimonianza del fratello di Federico, presente la notte della tragedia insieme alla vittima e a un loro amico.

La precedente udienzaNella precedente udienza il dibattimento è stato caratterizzato da una lunga serie di testimonianze ritenute particolarmente rilevanti.

Davanti al primo collegio del tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia, Brenda e Naldi, sono stati ascoltati gli agenti della Polizia Stradale intervenuti nelle indagini e un poliziotto del Commissariato di Terracina, che ha riferito di una circostanza finora inedita.

Secondo quanto dichiarato, alcune settimane dopo l’incidente una donna, legata sentimentalmente all’imputato, avrebbe confidato agli agenti di conoscere particolari relativi alla notte dell’investimento.

Particolarmente significativa anche la deposizione di un giovane testimone oculare, che ha raccontato di aver visto un’auto uscire da una curva sbandando, urtare contro un muro e travolgere i tre ragazzi, per poi allontanarsi rapidamente senza fermarsi.

Il testimone ha riferito di aver immediatamente allertato il numero di emergenza 112 e di aver notato che la vettura aveva la parte destra gravemente danneggiata.

In aula è stato ascoltato anche un carrozziere di Borgo Hermada, amico di Gioacchino Sacco, che ha confermato di aver ricevuto due telefonate dall’imputato nella notte dell’incidente, una delle quali intorno alle 3.50.

Secondo la ricostruzione emersa, Sacco gli avrebbe chiesto di recuperare una targa prova custodita nel parcheggio della propria abitazione, una circostanza sulla quale il pubblico ministero ha concentrato diverse domande.