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Aprilia: Sequestrati dalla DIA beni per 10 mln di euro a un narcotrafficante

APRILIA – Un duro colpo ai patrimoni illeciti della criminalità organizzata è stato inferto nelle ultime ore dalla Direzione Investigativa Antimafia. La DIA, con il supporto dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Roma e Latina, sta eseguendo un provvedimento di sequestro di beni disposto dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di Patrizio Forniti, ritenuto un importante narcotrafficante originario di Aprilia.

l sequestro riguarda un patrimonio stimato in circa 10 milioni di euro, ritenuto frutto di attività illecite. Forniti, gravato da numerosi precedenti per reati in materia di stupefacenti, armi, estorsione aggravata e associazione di tipo mafioso, si era reso irreperibile nel luglio 2024 insieme alla moglie durante l’operazione “Assedio”. Dopo mesi di ricerche, entrambi sono stati rintracciati e arrestati in Marocco nel novembre 2025, in attesa delle procedure di estradizione.

Secondo le indagini, Forniti avrebbe ricoperto un ruolo apicale nel traffico internazionale di droga e sarebbe stato indicato da altri sodali come il “capo dei capi” della provincia di Latina, con interessi estesi anche a usura ed estorsioni, esercitate attraverso metodi intimidatori tipici dei contesti mafiosi.

Il decreto di sequestro colpisce la totalità dei beni aziendali e strumentali di due società operanti ad Aprilia e Anzio, già destinatarie di interdittiva antimafia, oltre a 10 immobili, tra cui due ville di grandi dimensioni con piscina ad Anzio, villini, magazzini, autorimesse e un terreno di circa 25mila metri quadrati. Sotto sequestro anche 11 autovetture, orologi di pregio, gioielli e disponibilità finanziarie.

Particolarmente significativo il sequestro di una villa in costruzione nelle campagne di Aprilia, dotata di rifiniture di lusso, piscina e un bunker sotterraneo con via di fuga nascosta, progettata – secondo gli investigatori – per eludere eventuali interventi delle forze dell’ordine.

Le indagini della DIA hanno evidenziato una marcata sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni accumulati, ricostruendo il sistema di prestanome e gli interessi imprenditoriali collegati alle attività criminali. Le società sequestrate saranno ora gestite tramite amministrazione giudiziaria, con l’obiettivo di tutelare i livelli occupazionali e la parte sana dell’economia.

L’operazione rientra anche nelle attività della rete europea @ON, a conferma dell’impegno istituzionale nel contrasto ai patrimoni mafiosi e nella difesa del tessuto economico legale.