Dinamica delle imprese 2025, Latina cresce: saldo positivo di 656 aziende
La provincia di Latina chiude il 2025 con un saldo positivo di 656 imprese, confermando una dinamica imprenditoriale in crescita e superiore alla media di molte realtà italiane. È quanto emerge dai dati Movimprese, elaborati da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio.
Nel corso dell’anno appena concluso, sul territorio pontino si sono registrate 3.076 nuove iscrizioni, a fronte di 2.420 cessazioni, con un tasso di crescita dell’1,16%. Un risultato che colloca Latina tra le province più dinamiche del Centro Italia e contribuisce in modo significativo al primato del Lazio, prima regione in Italia per crescita imprenditoriale complessiva.
A sostenere l’espansione del tessuto economico locale sono soprattutto i servizi, in linea con il trend nazionale. I comparti legati alle attività professionali, ai servizi avanzati e al terziario continuano a rappresentare il motore principale dello sviluppo, mentre mostrano segnali di maggiore difficoltà i settori tradizionali. In particolare, agricoltura, commercio e manifattura evidenziano un rallentamento, risentendo dell’aumento dei costi di produzione, della pressione inflazionistica e delle trasformazioni strutturali dei mercati.
Il quadro che emerge per Latina è quello di un’economia in progressiva riconversione, sempre meno legata ai modelli produttivi tradizionali e sempre più orientata verso attività a maggiore flessibilità e valore aggiunto. Anche sul fronte delle forme giuridiche si osserva una tendenza analoga a quella regionale e nazionale, con una crescita delle strutture imprenditoriali più organizzate e una progressiva riduzione delle imprese individuali.
Nel contesto nazionale, l’Italia chiude il 2025 con un saldo positivo di 56.599 imprese e un tasso di crescita dello 0,96%, il miglior risultato dell’ultimo triennio. In questo scenario, la performance della provincia di Latina si distingue per solidità e continuità, confermando la capacità del territorio di reagire alle incertezze economiche e di intercettare le nuove traiettorie di sviluppo.
Un segnale incoraggiante che offre basi concrete per guardare al 2026 con fiducia, pur in un contesto che resta complesso e in continua evoluzione.



