Tre indagati per le bombe ai palazzi Arlecchino
Le indagini dei carabinieri, relative ai fatti consumati a metà settembre, hanno portato all’iscrizione nel registro dei sospettati di due gemelli 20enni e di un uomo di 35 anni, quest’ultimo socio dei primi negli affari legati alla cocaina.
I tre, tutti attualmente detenuti per questioni connesse a queste vicende, sono considerati i leader della fazione che gestiva la piazza di spaccio delle case Arlecchino (in via Guido Rossa).
Sono indiziati di aver risposto all’esplosione della prima bomba, deflagrata nel portico di un condominio di via Guido Rossa all’alba del 7 settembre e chiaramente diretta contro la loro organizzazione di pusher.
Accertamenti Tecnici e Ruolo degli IndagatiL’indagine è in corso, ma i tre hanno ricevuto l’avviso di garanzia nell’ambito delle consulenze tecniche d’ufficio disposte dalla procura.
A fine mese, gli esperti del Ris di Roma (Reparto Investigazioni Scientifiche) eseguiranno accertamenti tecnici irripetibili sui resti degli ordigni analizzati durante i sopralluoghi dei carabinieri.
Si ipotizza che i tre siano coinvolti, in particolare, nell’esplosione del potente ordigno piazzato sul recinto di un’abitazione in via Darsena poco dopo la mezzanotte dell’8 settembre.
Questo attentato era avvenuto a meno di ventiquattro ore dalla prima “bomba carta” di via Guido Rossa.
La Ricerca degli AntagonistiLe indagini, condotte congiuntamente da carabinieri e polizia, proseguono su più fronti.
Da un lato, si cerca di stabilire chi abbia piazzato la prima bomba (del 7 settembre), innescando la reazione dei tre giovani ora indagati.
Dall’altro lato, le investigazioni non hanno ancora raggiunto un livello di solidità sufficiente per identificare i membri della fazione contrapposta ai leader dei palazzi Arlecchino: al momento, non risultano indagati.
Si presume che anche la terza bomba (notte del 13 settembre, veicolo di una bidella di fronte ai palazzi Arlecchino) fosse un gesto mirato a colpire la fazione che controlla la piazza di spaccio in quella zona, mentre il quarto attentato (18 settembre, in viale Nervi, indagato dalla polizia) sia stato un’ulteriore reazione da parte dei leader dei palazzi Arlecchino.
La ricostruzione completa delle dinamiche che hanno scatenato questa guerra tra sodalizi concorrenti nel mercato della droga dipenderà dai “pezzi mancanti del puzzle” che le indagini dovranno fornire.



