Epatite A, inchiesta tra Napoli e il sud pontino. I sindaci dei comuni pontini vietano i frutti di mare crudi nei locali
LATINA – Riflettori puntati sulla vendita dei frutti di mare contaminati il cui consumo avrebbe causato l’aumento dei casi. A Gaeta l’ordinanza del Comune, primo provvedimento in provincia di Latina
C’è un’inchiesta, al momento contro ignoti, della Procura di Napoli che interessa anche il sud pontino avviata in seguito all’aumento dei casi di Epatite A che hanno interessato proprio alcune aree della Campania come anche della provincia di Latina.
Nel territorio pontino, secondo i dati ufficializzati nei giorni scorsi dalla Asl, si parla di oltre 20 casi che hanno riguardato diversi centri della provincia, come Aprilia, Fondi, Formia, Latina, Sabaudia, Sermoneta, Campodimele, Priverno, Lenola e Terracina.
Da quanto emerso in queste ore, come riporta l’Ansa, la Procura e il Nas di Napoli stanno indagando sulla vendita dei frutti di mare contaminati il cui consumo avrebbe causato l’aumento dei casi di epatite A tra Campania e basso Lazio. Gli investigatori, coordinati dalla pm Valentina Rametta e dal procuratore aggiunto Antinio Ricci, ipotizzano, come detto al momento contro ignoti, il reato di commercio e detenzione, per vendita o distribuzione, di alimenti pericolosi per la salute.
Il Nas di Napoli, guidato dal comandante Alessandro Cisternino, non esclude che siano stati messi in vendita cozze nostrane mischiate con partite dello stesso prodotto, ma contaminato, acquistato all’estero. Per questo gli stessi militari del Nas sono stati delegati dalla Procura anche a effettuare accertamenti sui casi di epatite riscontrati nei giorni scorsi nel basso Lazio. E, come riporta ancora l’Ansa, nella zona di Terracina, infatti, sarebbero state messi in vendita e consumati frutti di mare, in particolare cozze, provenienti da Bacoli, che avrebbero determinato casi di epatite A. Sono in corso anche accertamenti circa eventuali episodi di scarichi fognari direttamente in mare, in particolare sul litorale a nord della costa campana, che potrebbero avere determinato la contaminazione dei frutti di mare.
Frutti di mare crudi vietati nei locali a Gaeta. Nel territorio pontino iniziano ad arrivare i primi provvedimenti. Nelle scorse ore il sindaco di Gaeta, Cristian Leccese, ha firmato una apposita ordinanza per “misure urgenti a tutela della salute per il rafforzamento delle misure di prevenzione e contenimento dell’Epatite A”. In sostanza si vieta il consumo di frutti di mare crudi nei locali. “Si è proceduto a effettuare un corretto bilanciamento tra l’interesse pubblico e privato – si legge nel provvedimento firmato dal primo cittadino -, ritenendo nel caso di specie preminente l’interesse alla salute garantito dall’ art. 32 della Costituzione”. Nello specifico, l’ordinanza è indirizzata a tutti gli esercizi pubblici di somministrazione, di vicinato alimentare con consumo sul posto e di produzione destinato al consumo immediato a cui viene fatto “divieto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi”.
Inoltre nel provvedimento del Comune di Gaeta sono contenute anche tutta una serie di raccomandazioni rivolte a tutti i cittadini, agli istituti scolastici, ai presidi sanitari, ai centri di aggregazione socio-culturale e, in particolare, agli esercizi pubblici di somministrazione:
– lavare accuratamente e frequentemente le mani con acqua e sapone, in particolare dopo l’uso dei servizi igienici, prima della preparazione degli alimenti e prima dei pasti;
– consumare esclusivamente acqua potabile; lavare accuratamente frutta e verdura; evitare
contaminazioni crociate durante la preparazione degli alimenti (separare alimenti crudi e cotti);
– comprare i prodotti alimentari presso esercizi autorizzati a garanzia della rintracciabilità e
della sicurezza degli alimenti;
– evitare il consumo di alimenti crudi o poco cotti. In particolare i frutti di mare (cozze, vongole, ostriche, ecc.) devono essere acquistati in confezioni etichettate e provenire da stabilimenti riconosciuti e devono essere consumati dopo averli cotti continuando l’ebollizione per almeno 4 minuti con il coperchio chiuso. Dopo l’apertura delle valve scartare i frutti di mare rimasti chiusi. Si ricorda che la marinatura (limone/aceto) non è efficace contro il virus. Conservare i frutti di mare in frigorifero tra 0 e 4 C in una ciotola coperta da un panno umido (mai immersi nell’acqua) evitando il contatto con altri alimenti soprattutto con frutta e verdura da mangiare cruda. Inoltre porre attenzione al consumo dei frutti di bosco ben lavati e nel caso di surgelati solo previa cottura (bollitura a 100 C almeno 2 minuti);
– per l’igiene ambientale: garantire adeguate condizioni igienico-sanitarie negli ambienti domestici, scolastici e comunitari, con particolare attenzione ai servizi igienici e alle superfici di uso comune;
– vaccinazione: il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica garantisce la vaccinazione anti-Hav nei contatti stretti dei casi, nei soggetti a rischio, e per viaggiatori in zone endemiche;
– ambienti scolastici e collettivi: garantire il mantenimento di adeguate condizioni igienico-sanitarie negli ambienti collettivi, fornire presidi per il lavaggio delle mani e i servizi igienici (sapone, carta, carta igienica, ecc);
– eventi pubblici: prestare particolare attenzione all’organizzazione di eventi pubblici, sagre e manifestazioni temporanee con somministrazione di alimenti, garantendo la sicurezza alimentare e la tracciabilità dei prodotti, con particolare riferimento ai prodotti ittici;
– ristorazione: sensibilizzare i gestori di attività di ristorazione al rispetto rigoroso delle norme igienicosanitarie.



