Made in Italy: comune di Latina e Coldiretti unite per la modifica del Regolamento europeo sull’origine dei prodotti
LATINA – Comune e Coldiretti fronte comune per assicurare la tutela del made in Italy. In commissione comunale è passata la proposta di delibera per chiedere la modifica del regolamento europeo sull’origine dei prodotti. Scopo del provvedimento è di indicare sui prodotti alimentari l’intera filiera. È la battaglia nazionale della Coldiretti ora approda anche a Latina, con una proposta di delibera di Consiglio approvata in commissione Bilancio per dare mandato alla sindaca, Matilde Celentano, di impegnare l’Anci nel chiedere all’Unione europea la modifica al regolamento continentale sull’origine dei prodotti. In commissione è stato fatto un esempio, quello sulla pasta: nel caso venga usato grano coltivato in altri Paesi, magari dove per coltivarlo vengono utilizzate anche sostanze non consentite in Italia, ma questo sia poi macinato impastato e trafilato in Italia, la pasta risulterebbe “made in Italy”.
È il regolamento del codice doganale dell’Unione europea, sul quale Coldiretti chiede la modifica: “È la battaglia delle battaglie: non è ammissibile che il consumatore sia deviato nelle sue valutazioni sul prodotto che, basta che subisca l’ultima trasformazione in Italia, abbia il marchio ‘made in Italy’”, hanno spiegato i rappresentanti dell’associazione di categoria.
Gli uffici hanno predisposto, e i consiglieri hanno approvato, una proposta di delibera di Consiglio comunale affinché il sindaco Matilde Celentano “si attivi nei confronti dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni) affinché si faccia promotrice di tutte le azioni necessarie presso le competenti sedi istituzionali eurocomunitarie, anche tramite il Comitato europeo delle Regioni, per avviare la procedura di modifica della disciplina sull’origine del codice doganale e, in particolare, attraverso la revisione dell’articolo 60 del regolamento (Ue) n. 952/2013, finalizzata all’esclusione dei prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione della stessa e conseguentemente al fine di prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell’origine dei prodotti in parola l’indicazione del luogo di provenienza di cui al regolamento (Ue) n. 1169/2011 per garantire la trasparenza e la corretta informazione ai consumatori. Che intraprenda sempre attraverso l’Anci, le opportune interlocuzioni con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione elettorale di pertinenza del Comune affinché gli stessi siano resi edotti dell’iniziativa di cui alla presente deliberazione sensibilizzandoli circa l’importanza della modifica della disciplina sull’origine doganale nel senso sopra riportato; solleciti il presidente della Regione affinché si attivi nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome con il medesimo obiettivo”. Delibera che in diversi Comuni e anche Regioni d’Italia è già stata adottata.


