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Pontinia; restaurare e creare il Museo Poderale nell’ex podere dell’Opera Nazionale Combattenti. Ricordare la bonifica dell’Agro pontino

PONTINIA – Acquisire un podere ex Onc e restaurarlo per farne un museo, il “Museo Poderale”. È l’idea lanciata dal sindaco di Pontinia, Eligio Tombolillo. Valorizzare un’opera che fa parte del patrimonio storico-culturale, di risanamento, bonifica e recupero di una parte del territorio pontino negli trenta.

Entro marzo sarà acquisito un podere ex Onc dove sarà realizzato un museo sulla bonifica. Si tratta di un complesso di case coloniche costruite tra il 1932 e il 1934 dall’Opera Nazionale Combattenti durante la bonifica dell’Agro Pontino, che rappresentano l’anima della nuova organizzazione agricola in quegli anni. Questi casali, progettati per ospitare i coloni assegnatari, erano dotati di strutture funzionali come stalle, aie, forni e pozzi, e ne vennero realizzate diverse tipologie architettoniche.  “Il processo di bonifica integrale dell’agro pontino culminò con l’assegnazione da parte dell’Opera Nazionale Combattenti di immobili che tuttora rappresentano un rilevante patrimonio storico, architettonico, sociale e identitario della comunità locale.

Un patrimonio da valorizzare attraverso un progetto ad hoc”, spiega il promotore della proposta, l’assessore alla Programmazione del Territorio Giovanni Bottoni: “Provvederemo entro il mese di marzo ad individuare un podere ex Onc da destinare a Luogo della Memoria. L’immobile dovrà essere a ridosso del centro e come principale requisito dovrà essere ben collegato con la viabilità locale e con il sistema di trasporto pubblico, in modo da renderlo facilmente accessibile per visitatori provenienti dalla provincia e non solo. Punteremo a ricreare usanze e costumi di una volta, offrendo agli ospiti la possibilità di immergersi nella quotidianità dei tempi della bonifica e negli svariati aspetti dell’attività agricola: esporremo attrezzi e oggetti dell’epoca e ricostruiremo ogni dettaglio della vita che si trascorreva nel cortile poderale, la cosiddetta “aia” intesa come punto di riferimento per le famiglie dei coloni. Dal podere ricaveremo inoltre degli spazi da destinare ad associazioni impegnate nella ricostruzione delle radici storiche della zona, puntando a realizzare laboratori e strumenti artigianali da mettere a disposizione delle nuove generazioni per tramandare gli insegnamenti del passato. A tal proposito contiamo di coinvolgere altre strutture museali della provincia, a partire da Piana delle Orme”.

Il progetto ha preso ufficialmente il via nei giorni scorsi con una delibera della giunta comunale, entro marzo sarà completata la fase delle valutazioni, subito dopo si passerà alle procedure per la realizzazione.