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Latina: Epifania amara per Durigon, Censi verso l’addio dalla Lega o sfiducia per Tesone. E Valletta…

Altre 1.285 preferenze in uscita dalla Lega. Sempre a Latina, dove si sta consumando una vera e propria diaspora nel feudo di Claudio Durigon, il potente sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali.
L’ultimo casus belli è acceso da mesi a Latina.
Sarebbe arrivata, infatti, l’autosospensione di Federica Censi, consigliere comunale di Latina e vicinissima all’ex eurodeputato Matteo Adinolfi, sostenuta alle recenti elezioni 2023 anche dall’ex capogruppo regionale del partito Angelo Tripodi.
L’avvicendamento in giunta di Censi al posto di Francesca Tesone non s’è concretizzato, malgrado le rassicurazioni di Durigon.

Un altro scenario è emerso nelle ultime ore: l’assessore Tesone dovrebbe fare un passo indietro, altrimenti si potrebbe andare incontro a un’eventuale richiesta di sfiducia per Tesone da parte del gruppo consiliare (tranne il capogruppo Vincenzo Valletta, che nel caso resterebbe isolato).
La tensione è alle stelle da mesi nella Lega pontina, non solo a Terracina ma anche a Latina.
Nei mesi scorsi c’era stato anche uno strappo nel capoluogo, con l’altolà pubblico del capogruppo Vincenzo Valletta verso i suoi colleghi di partito e la ricucitura di facciata affidata a una nota stampa.
Per ora le bocce sono rimaste ferme: Censi (terza degli eletti con 1285 preferenze e accoppiata assieme a Valletta alle elezioni 2023) non è diventata Assessore, Tesone (530 preferenze) resta al suo posto grazie alla difesa di Valletta (primo degli eletti con 1329 preferenze) e Alessandro Fanti (735 preferenze), commercialista stimato in città, rimane primo dei non eletti, nonostante il partito gli prospetti una valorizzazione da anni, pur di evitare l’ennesima campagna acquisti dei prezzi pregiati del Carroccio.
Così Federica Censi avrebbe fatto un passo di lato, al momento. A nulla sono valse, a questo punto, le interlocuzioni – assieme ai faccia a faccia – con il potente vicesegretario del partito Durigon, da Roma a Latina. Censi sarebbe, dunque, sull’uscio.
Si tratta della donna più votata per la Lega alle ultime amministrative di Latina, una figura storica per il Carroccio: l’avvocato, stimato in città e altrove, è uno dei volti nuovi della politica locale emersi dal 2015 ad oggi. La professionista sarebbe propensa allo scontro frontale per diventare Assessore; eventualmente, l’avvocato sarebbe pronta a sbattere la porta dopo aver dato “corpo e anima” al movimento di Matteo Salvini.
Già coordinatrice comunale della Lega, quando era difficile mettersi in prima linea negli anni di transizione dalla Lega Nord alla Lega nazionale. Era stata individuata in posizione eleggibile alle politiche del 2018 nel collegio plurinominale Lazio 2, ma non c’è stato niente da fare: in zona Cesarini l’avvocato di Latina, scesa nell’ultima posizione, è stata preferita all’ex deputata ciociara Francesca Gerardi, eletta dopo l’allora esordiente leghista Durigon.
Censi ha comunque continuato a impegnarsi nella Lega, nonostante qualche delusione incassata proprio da quel partito che ha guidato anche alle Europee del 2019 con l’elezione del pontino Matteo Adinolfi.
Cotto e mangiato, pronti e via: maxi rivoluzione a Latina con l’exploit delle Europee, fuori Adinolfi da segretario provinciale del partito e Censi da coordinatore comunale di Latina del movimento.
Un’insurrezione che, a conti fatti, non ha prodotto i benefici sperati; anzi, le decisioni dei vertici, piovute quando ancora i militanti erano festeggianti per le circa 23mila preferenze di Adinolfi nell’Agro pontino, si sono rilevate una vera e propria tempesta. Una semina di vento fulminante per la Lega.
Dal giugno 2019 i leghisti pontini vivono una guerra permanente nel partito tra astio, addii, congelamenti, epurazioni e fratture insanabili.
Così chi gioca con le ambizioni e la meritocrazia delle preferenze rischia di gettare ulteriormente benzina su un clima incandescente.
La verità è palese, assieme agli addii: dall’ex coordinatore regionale e deputato Francesco Zicchieri all’unico consigliere regionale eletto due volte in Lega Angelo Tripodi, dalla quarta candidata alle regionali 2023 Federica Felicetti alla sesta candidata alle regionali 2023 Patrizia Fanti, passando per il candidato alle europee 2024 e il consigliere Franco Cardinale di Fondi, il consigliere Anna Maria Speranza di Terracina e l’azzeramento del gruppo consiliare del partito e delle liste civiche collegate a Cisterna di Latina, dove la Lega vantava di essere il primo partito in città fino a qualche anno fa.
Festività amarissime per il Carroccio, rivelatesi nel corso degli anni sempre più una Caporetto in salsa pontina: dall’addio di Angelo Tripodi nel 2024 all’autosospensione a fine 2025 di Federica Censi (1285 preferenze), la cui eventuale promozione in giunta potrebbe – tuttavia – risentirne proprio il mister preferenze ( ben 1329) Valletta, volto storico del Carroccio. Il politico della Chiesuola rischierebbe di leccarsi le ferite o di uscire dalla porta principale, assai improbabile per adesso.
“Anno nuovo, vita nuova”, recita un antico proverbio; smentito, però, proprio nella culla del territorio del sottosegretario Durigon, dove vanno in scena soltanto fuoriuscite pesanti e clamorose.
Alla faccia delle 36mila preferenze perse già dalla Lega nel Lazio, in particolare a Latina, a partire alle regionali 2023.
Un’autodistruzione inarrestabile che epura, di fatto, una classe dirigente.
“L’Epifania tutte le feste porta via”, recita un altro antico proverbio. Per la Lega porta via soltanto consensi, donne e uomini indispensabili.